misteri

Tracce di Ylenia

Ho seguito tracce di Ylenia per un anno intero, partendo dal luogo dov’è scomparsa: New Orleans. Visitando i luoghi, interrogando testimoni, anche quelli vicini alla famiglia di Al Bano e Romina Power. Ricostruisco in estrema sintesi le tappe di una vicenda lunga e dolorosa. I genitori l’anno sentita per l’ultima volta il primo gennaio del 1994, alle due del pomeriggio. Cinque sere dopo, il 6 gennaio, è stata vista – secondo le autorità americane, Fbi compresa – per l’ultima volta, quando è uscita, sola, dall’albergo “Le Dale dove soggiornava e ha salutato il proprietario. La stessa sera il guardiano dell’acquario comunale, Anthony Cordova, ha visto una ragazza bionda sparire nel Mississipi. E’ stata presa per buona la sua versione, nonostante la scomparsa in un anno di 1167 persone. Ricordate: 6 gennaio. La notizia della scomparsa è stata data il 25 gennaio.

Personalmente ho trovato tre testimoni che l’hanno vista (viva) dopo quella data: un pescatore di origini croate, un barista di Bourbon street (un certo Ray) e soprattutto due fratelli siciliani che gestiscono un’enoteca in Charles street, Calogero e Biagio Todaro. La conoscevano bene. Mi hanno detto, al microfono, che accompagnata da Masakela, un vecchio musicista jazz, aveva preso due lattine della solita birra, Elephant. Ricordavano con esattezza anche la data: 13 gennaio. Una settimana dopo la presunta scomparsa. Allego il video di quell’intervista: è al minuto 2 del filmato per il Tg1. Dunque, 6 gennaio, 13 gennaio, 25 gennaio: sempre nel 1994.

Quasi vent’anni dopo la polizia di Tampa (Florida) decide finalmente di indagare sulla confessione di un camionista arrestato nel 1996, Keith Hunter Jesperson. L’uomo (un serial killer) aveva dichiarato al momento della cattura di aver ucciso il 15 settembre, sempre del 1994, una ragazza che somiglierebbe straordinariamente a Ylenia. L’ha conosciuta a un distributore di benzina, ha detto di chiamarsi Suzanne e di voler raggiungere la California.

Sono stati avvertiti i carabinieri italiani che hanno già preso il Dna di tutti i familiari. Stavolta la cocciutaggine di qualche sceriffo forse è arrivata a chiudere un giallo che sembrava inestricabile. Anche se la conclusione potrebbe essere molto amara. Se così fosse quella ragazza bionda nel Mississipi non era lei. Non si sarebbe suicidata a gennaio, come tutti hanno voluto credere, ma a metà settembre, otto mesi abbondanti dopo, sarebbe stata ancora viva. Inseguendo la sua irrefrenabile voglia di libertà.

Il lungo mistero  Certo, che se fosse confermata la morte di Ylenia a settembre bisognerebbe riprendere in considerazione anche gli avvistamenti a Santo Domingo e poi quella comparsa della ragazza a giugno, a Cellino San Marco, che un pilota militare mi aveva confidato. Ma andremmo oltre. Al Bano non crede alla nuova rivelazione e c’è da capirlo. La ferita è troppo grande e giustamente aspetta la verifica dopo lo stillicidio di ipotesi. L’ultima rivelazione

 

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